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«Il 2012? Per noi si è appena concluso. Ora siamo nel disaster movie, viviamo nel day after, abbiamo
la responsabilità dei sopravvissuti. E ve lo raccontiamo. Il mondo sta cambiando, la crisi non fi nirà, e
intanto ci standardizziamo su diversi stili di vita. Non torneranno gli anni ‘80, la gente non a ollerà d’un
tratto i negozi per comprare tutto quello che vede. La moda deve cambiare, e noi con lei».
Il giorno dopo l’apocalisse, l’alba del domani, il divenire incerto di chi nel futuro non ha mai smesso di
credere. Ecco l’ambientazione che Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti hanno scelto per raccontare
quello che d’ora in poi sarà: «Un punto di non ritorno, l’inevitabile linea di rottura fra fashion e fast
fashion, fra cultura e consumismo, fra sopravvivenza e rinascita». E così la nuova collezione maschile
ha il volto di una coreografi a ispirata alle visioni fantapocalittiche della cinematografi a, che spazia dai
classici trash del catastrofi smo anni ‘70 - in linea con il mood irriverente che da sempre contraddistingue
la maison - ai kolossal più recenti come “The Day After Tomorrow”, “2012”, ma anche il più cupo “The
Road”.
«Abbiamo pensato alla sfi lata come a uno spettacolo, a una performance», spiegano i due stilisti, «e le
abbiamo dato una coreografi a, oltre che un nome esplicativo:-Mind Door Monoliths-.
Nella nostra rappresentazione, danzatori, performer e modelli s’integrano nel comunicare il messaggio
che vogliamo dare, attraverso due tipologie di movimento: quello codifi cato, che per noi rappresenta la
parte più interiore e simbolica, la classicità, contrapposto a quello dei performer e dei loro monoliti di
legno. È il movimento più grezzo, istintivo, fi nalizzato alla costruzione di una metaforica porta sul futuro.
Protagonisti indiscussi di questa narrazione, i capi indossati, che non passano in secondo piano, anzi.
Diventano le didascalie “viventi” del nostro racconto: le coperte militari, così come i semplici plaid, non
sono un solo gioco di sovrapposizioni, un esercizio di stile, ma l’architettura da cui nascono veri e propri
abiti. Li abbiamo sezionati, utilizzati in parte, riadattati con cinghie tecniche e trasformati in giubbotti di
salvataggio, come fossero capi sartoriali pensati per la sopravvivenza».
È un racconto a tratti amaro, quello che sfi la oggi per Frankie Morello. Un racconto di denuncia, di
giudizio disincantato sulla contemporaneità:
«Questo perché il periodo che stiamo attraversando è di per sé il set di un disaster movie: lo stesso
futuro degli stilisti, sfi dato dal fast fashion, è di cilmente immaginabile. Noi non ci sentiamo solo dei
creativi che stanno dietro la scrivania a disegnare un pantalone, ma giudichiamo la contemporaneità,
il momento storico in cui ci troviamo; un momento drammatico, in cui il fashion system sembra pagare
le conseguenze di una certa superfi cialità che negli anni passati ha contraddistinto le esigenze del
mercato».Non solo: «A fare le spese di questa incertezza, anche e soprattutto politica, è l’arte, sempre più
bistrattata».
Non a caso, in una t-shirt, la Divina Commedia fi nisce simbolicamente dentro un panino, come a
signifi care che la cultura va valorizzata, non fagocitata.
«È un messaggio chiaro: la creatività è per noi qualcosa di estremamente importante, da cui non
vogliamo più prescindere. Per questo abbiamo scelto di esprimerci attraverso una performance». Nella
quale, a prevalere, è l’ottimismo: la “porta della mente”, il traguardo fi nale, è il varco che conduce a un
futuro sconosciuto, in cui non ci rimane nulla se non la nostra interiorità, rappresentata dalla nudità
dei performer, defi nita da Maurizio e Pierfrancesco «Un fi losofeggiare sul corpo umano e sulla sua
capacità di costruire un rifugio, che nella nostra narrazione ha la forma di queste case di legno portatili.
I performer non indossano altro perché ognuno di noi deve ripartire da se stesso, dalla propria cultura e
dalla propria preparazione, per poter costruire il mondo di domani».




















































































































